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Le Origini della Laguna Gri-Grí: Cos'era Prima e Come si Alimenta

Barca tradizionale dipinta di azzurro tra i tunnel di radici delle mangrovie della Laguna Gri-Grí
Il giro in barca tra i tunnel di mangrovie, il modo più comune per scoprire la Laguna Gri-Grí.
Ascolta l'articolo (audio in italiano, 4:34 min)

Chi fa il giro in barca tra i tunnel di mangrovie della Laguna Gri-Grí spesso dà per scontato che sia sempre stata lì, così com'è oggi. In realtà la sua storia è quella di un piccolo corso d'acqua sotterraneo che, nel corso del tempo, è affiorato in superficie fino a diventare una delle lagune più conosciute della Repubblica Dominicana.

Il nome: l'albero gri-grí

Il nome della laguna non ha nulla a che fare con l'acqua, ma con un albero: il gri-grí (nome scientifico Bucida buceras, conosciuto anche come júcaro negro o olivo negro). È una pianta robusta e longeva, che può superare i 15 metri di altezza, molto diffusa nella vegetazione che circonda le rive della laguna e da cui prende il nome sia lo specchio d'acqua sia il villaggio di Río San Juan.

Cosa c'era prima: le sorgenti carsiche della Cordillera Septentrional

La laguna nasce da un sistema di sorgenti carsiche che si originano sui rilievi settentrionali della Cordillera Septentrional, la catena montuosa che corre parallela alla costa nord dell'isola. In un territorio carsico come questo, l'acqua piovana si infiltra nella roccia calcarea, la scioglie lentamente nel corso dei secoli e scava percorsi sotterranei — esattamente lo stesso meccanismo che, poco distante, ha dato origine anche al cenote naturale della Laguna Dudú. Quell'acqua filtra sottoterra in direzione della costa, fino a riemergere in prossimità del mare.

Secondo la tradizione locale, prima di diventare la laguna che conosciamo oggi quest'acqua sotterranea alimentava soltanto un modesto ruscello in superficie: un piccolo corso d'acqua, non uno specchio lacustre. Si racconta che sia stato il grande terremoto del 4 agosto 1946 — magnitudo 8.0, con epicentro proprio al largo di Samaná, a ridosso della provincia di María Trinidad Sánchez — a deviare e far affiorare con più forza i flussi dei fiumi sotterranei della zona, trasformando quel ruscello nell'insenatura più ampia che oggi chiamiamo Laguna Gri-Grí. È il sisma più forte mai registrato nella storia dominicana, tanto da provocare anche un violento maremoto sulla vicina Bahía Escocesa. Il legame diretto con la formazione della laguna resta un racconto tramandato più che un dato geologico documentato nero su bianco, ma è coerente sia con la scala eccezionale dell'evento sia con la natura carsica del terreno: un sistema idrico sotterraneo già esistente, deviato e reso visibile da uno scuotimento di quella portata.

In breve

  • Origine: sorgenti carsiche della Cordillera Septentrional
  • Prima della laguna: un ruscello alimentato dalla stessa falda sotterranea, secondo la tradizione locale deviato e ampliato dal terremoto dell'8.0 del 4 agosto 1946
  • Tipo di acqua: salmastra (dolce di sorgente + marina di marea)
  • Area protetta: Monumento Naturale dal 2009 (Decreto 571-09), 16,15 km² tra terra e mare

Come si alimenta oggi: acqua dolce, marea e acqua salmastra

Oggi la Laguna Gri-Grí riceve acqua da due fonti che si incontrano. Da un lato le sorgenti carsiche continuano a rifornirla di acqua dolce dal sottosuolo. Dall'altro, un canale naturale di circa 260 metri la collega direttamente all'Oceano Atlantico: con l'alta marea, l'acqua di mare risale lungo questo canale e si mescola con quella dolce delle sorgenti. Il risultato è un'acqua salmastra — né completamente dolce né completamente salata — che cambia leggermente salinità a seconda della marea. È proprio questa doppia alimentazione, dolce e marina, a rendere la laguna un ambiente ideale per le mangrovie e per la fauna che ci vive.

Un ecosistema di mangrovie

Le rive della laguna sono dominate dal mangle rojo (mangrovia rossa), riconoscibile per le radici aeree che si intrecciano ad arco sopra l'acqua — gli stessi tunnel naturali che si attraversano in barca durante l'escursione. Insieme al mangle rojo crescono anche il mangle botón, la palma reale e naturalmente il gri-grí che dà il nome al luogo. Questo intreccio di radici e acqua salmastra ospita una fauna ricca: uccelli acquatici, granchi, gamberi, pesci e piccoli rettili trovano qui un rifugio naturale, protetto dal moto ondoso del mare aperto.

Un monumento naturale protetto

Nel 2009, con il Decreto 571-09 emesso in base alla Legge sulle Aree Protette 202-04, la Laguna Gri-Grí è stata dichiarata Monumento Naturale. L'area protetta si estende per 16,15 km² tra territorio terrestre e marino, nel comune di Río San Juan, provincia di María Trinidad Sánchez — un riconoscimento che tutela sia l'ecosistema di mangrovie sia il sistema idrico carsico che continua ad alimentarlo.

Domande frequenti

Perché si chiama Laguna Gri-Grí?

Prende il nome dal gri-grí (Bucida buceras), un albero robusto e longevo, alto fino a 15 metri, molto diffuso nella vegetazione che circonda la laguna.

La Laguna Gri-Grí è di acqua dolce o salata?

È un'acqua salmastra: nasce da sorgenti di acqua dolce che filtrano dal sottosuolo carsico, ma si mescola con l'acqua del mare attraverso un canale che la collega direttamente all'Oceano Atlantico, soprattutto con l'alta marea.

Da dove arriva l'acqua della Laguna Gri-Grí?

Da sorgenti carsiche che nascono sui rilievi settentrionali della Cordillera Septentrional: l'acqua filtra nel sottosuolo calcareo e riemerge vicino alla costa, dove incontra il mare.

Vuoi vedere la Laguna Gri-Grí da vicino?

Organizziamo volentieri il giro in barca tra le mangrovie con un capitano locale di fiducia, con tappa alla Cueva de las Golondrinas e a Playa Caletón.

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